{"id":14027,"date":"2020-09-30T15:23:09","date_gmt":"2020-09-30T13:23:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027"},"modified":"2020-09-30T16:58:03","modified_gmt":"2020-09-30T14:58:03","slug":"14027-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027","title":{"rendered":"&#8220;Storia della Germania dopo Il Muro&#8221; &#8211; Prefazione"},"content":{"rendered":"<p>La nuova Germania compie trent\u2019anni. Il 3 ottobre 1990, a Berlino,\u00a0i tedeschi celebrarono la riunificazione di un Paese sconfitto dopo la\u00a0Seconda guerra mondiale e diviso dal 1949. Un solo popolo, una\u00a0sola bandiera, una sola nazione, un solo governo. In una festa piena\u00a0di speranza ed entusiasmo, attorno alla Porta di Brandeburgo, nello\u00a0stesso luogo in cui si erano sgretolati i pezzi del Muro che divideva la\u00a0futura capitale, si comp\u00ec il processo politico e istituzionale cominciato\u00a0la notte del 9 novembre dell\u2019anno prima.<\/p>\n<p>La caduta del Muro segn\u00f2 la fine della Guerra fredda, il crollo dei\u00a0regimi comunisti nei Paesi dell\u2019Est, l\u2019implosione dell\u2019URSS. Per l\u2019Europa,\u00a0fu l\u2019inizio di una nuova storia e, per la Germania, di un percorso\u00a0a tappe forzate verso la Wiedervereinigung, la <strong>riunificazione<\/strong>: da\u00a0sempre auspicata dalle classi dirigenti della Repubblica Federale e\u00a0raggiunta dal cancelliere <strong>Helmut Kohl<\/strong>, il secondo padre della patria\u00a0dopo <strong>Konrad Adenauer<\/strong>, il cancelliere della ricostruzione postbellica.<\/p>\n<p>L\u2019unit\u00e0 del Paese era il sogno di tutto un popolo, anche se molti tedeschi\u00a0dell\u2019Est avevano sperato in uno sbocco diverso, socialmente\u00a0meno traumatico. Avevano vissuto quarant\u2019anni in una prigione a\u00a0cielo aperto, umiliati da un\u2019oppressiva omologazione ideologica; sognavano\u00a0libert\u00e0, democrazia, possibilit\u00e0 di viaggiare e abbracciare\u00a0amici e parenti nella Germania Occidentale, ma non avevano previsto\u00a0di subire una sostanziale annessione e la liquidazione di un sistema\u00a0di protezioni sociali tipiche di uno Stato comunista.<\/p>\n<p>Pur avendo patito l\u2019autoritarismo del regime, faticarono ad adattarsi\u00a0a un modello economico e a uno stile di vita cos\u00ec diversi dai loro.\u00a0Erano stufi di fare la coda per la spesa, di attendere mesi per il telefono di casa, invidiavano i supermercati, le Mercedes e le scarpe\u00a0dell\u2019Ovest, ma erano impauriti nel doversi misurare con i concetti di\u00a0competitivit\u00e0, meritocrazia, flessibilit\u00e0, orario ridotto, fallimento,\u00a0licenziamento.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 dell\u2019Est conduceva una vita pi\u00f9 semplice ma sicura e si\u00a0era costruita un\u2019identit\u00e0 culturale in cui si riconoscevano intellettuali\u00a0e artisti, giovani e anche dissidenti politici. In una popolazione\u00a0comunista per educazione e in maggioranza atea per convinzione,\u00a0restava viva la spiritualit\u00e0, grazie all\u2019opera sotterranea delle chiese\u00a0evangeliche che sarebbe stata determinante per la caduta del regime.<\/p>\n<p>Nelle coraggiose manifestazioni di protesta cominciate nell\u2019autunno\u00a0dell\u2019Ottantanove, i tedeschi dell\u2019Est avevano sognato un autentico\u00a0egualitarismo, quell\u2019egualitarismo esaltato dalla propaganda e\u00a0tradito da burocrati e gerarchi con piccoli e grandi privilegi di casta,\u00a0dalla villetta in campagna a liste d\u2019attesa pi\u00f9 brevi per beni essenziali\u00a0e per comprarsi una Trabant, l\u2019auto del popolo che sembrava uscita\u00a0da un cartoon della Disney. Le aspettative della popolazione erano\u00a0frustrate dalla perdita di competitivit\u00e0 delle industrie della Germania\u00a0Est e dalla diminuzione dell\u2019interscambio con i Paesi dell\u2019area socialista,\u00a0entrati anch\u2019essi in una crisi sistemica irreversibile.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 stabile Stato dell\u2019Est era decaduto a baracca burocratica e\u00a0procedeva per inerzia, rafforzando \u2013 senza convinzione e con\u00a0risultati\u00a0spesso opposti a quelli auspicati \u2013 l\u2019apparato repressivo, fino a\u00a0quando l\u2019URSS di Michail Gorbaciov decise di staccare la spina.<\/p>\n<p>La rivoluzione pacifica si risolse nello smantellamento di un regime\u00a0in agonia. La fine fu veloce, spietata e capillare, attraverso la\u00a0privatizzazione di aziende e servizi, la rieducazione dei lavoratori a\u00a0ritmi e mentalit\u00e0 occidentali, disoccupazione di massa, salari inferiori. (&#8230;)<\/p>\n<p>Di questo sistema a luci e ombre, sommerso dalla fuliggine delle\u00a0ciminiere e dall\u2019odore di benzina scadente, all\u2019indomani della riunificazione\u00a0non restava quasi nulla, salvo cimeli sepolti nei musei o in\u00a0vendita come souvenir. Con il passare degli anni, \u00e8 cominciata almeno\u00a0la ricostruzione della memoria, attraverso film, opere artistiche e\u00a0letterarie di quel periodo. Come quando si tirano fuori da una soffitta\u00a0vecchi libri, vestiti dismessi e fotografie ingiallite, la Germania\u00a0riunificata\u00a0ha recuperato quanto continuava a esistere dall\u2019altra parte\u00a0sotto la cenere, in luoghi dimenticati di un mondo che coltivava la\u00a0presunzione di collegare alle glorie del socialismo i fasti illusori della\u00a0Prussia rossa. La Kulturbrauerei di Berlino ospita da qualche anno\u00a0il museo permanente della vita quotidiana nella DDR.<\/p>\n<p>La cancellazione della Repubblica Democratica Tedesca non si \u00e8\u00a0tuttavia risolta in una totale omologazione. Durante una conversazione\u00a0dopo la caduta del Muro,\u00a0Marion Donhoff, fondatrice della&#8221;Zeit&#8221;, l\u2019autorevole settimanale della borghesia illuminata diretto\u00a0insieme a Helmut Schmidt, mi confidava una previsione che credo\u00a0si sia avverata: &#8220;<strong>La Germania non \u00e8 diventata una Repubblica Federale\u00a0pi\u00f9 grande, ma qualcosa di diverso. [&#8230;] Ci vorr\u00e0 del tempo, ma\u00a0troveremo il modo di crescere bene insieme. [&#8230;] La parola \u201csolidariet\u00e0\u201d\u00a0\u00e8 la chiave di tutto<\/strong>.<\/p>\n<p>Una generazione \u00e8 ormai cresciuta senza Muro, citt\u00e0 come Dresda\u00a0e Lipsia sono diventate importanti poli manifatturieri, universitari e\u00a0tecnologici, le differenze economiche si sono fortemente attenuate,\u00a0il Paese \u00e8 pi\u00f9 unito. Attraverso percorsi sociali e identitari, nel corso\u00a0degli anni la nazione tedesca ha cambiato pelle, si \u00e8 messa in discussione, \u00e8\u00a0stata costretta a <strong>ripensare la propria storia, i valori di riferimento,\u00a0il destino e il ruolo da svolgere in Europa<\/strong>. La nuova Germania \u00e8\u00a0orgogliosa di aver costruito qualcosa di straordinario, di aver\u00a0coronato il sogno dei figli della guerra, di aver scritto un capitolo\u00a0fondamentale nella storia europea. Ma avverte anche il <strong>peso delle\u00a0responsabilit\u00e0<\/strong>: del passato e del futuro.<\/p>\n<p>A questa Germania i vicini hanno guardato, e spesso ancora guardano,\u00a0con apprensione, perch\u00e9 nelle grandi tradizioni culturali e\u00a0identitarie tedesche ci sono anche le cattedrali filosofiche di Fichte\u00a0ed Hegel, le basi di un pensiero sistemico, il sostrato ideologico dello\u00a0Stato-nazione, le ambizioni prussiane di Bismarck (con il sangue\u00a0e con il ferro!), i virus del militarismo, la Gewalt, la violenza che ha\u00a0avvelenato per secoli le due sponde del Reno. Si sa, i tedeschi hanno\u00a0un rapporto speciale con le regole, con il potere della norma che,\u00a0come spiegava Hannah Arendt, diffonde una pericolosa cultura\u00a0dell\u2019obbedienza collettiva. Molti continuano a temere una nazione\u00a0pi\u00f9 grande, pi\u00f9 popolosa, pi\u00f9 forte ed egemone, allargata economicamente\u00a0ad aree mitteleuropee e balcaniche di storica influenza. Basti\u00a0citare la battuta attribuita al nostro Giulio Andreotti: &#8220;Amo talmente\u00a0tanto la Germania che ne preferivo due&#8221;. Frase che \u00e8 rimasta\u00a0famosa per la sua efficacia in mano ai detrattori della Germania, di\u00a0cui lo stesso Andreotti si pent\u00ec: &#8220;Potevo risparmiarmela&#8221; ammise\u00a0vent\u2019anni dopo. Una variante, in realt\u00e0, di quanto ebbe a dire l\u2019intellettuale\u00a0francese Francois Mauriac.<\/p>\n<p>Gli stessi tedeschi avvertono questa paura nei confronti della Storia,\u00a0delle colpe incancellabili che rimettono in circolo fantasmi del passato,\u00a0accompagnati da rigurgiti di xenofobia. La paura ha per\u00f2 distillato\u00a0consapevolezza, responsabilit\u00e0, volont\u00e0 di fare propria, come monito\u00a0nazionale, la sentenza di Thomas Mann in un discorso del 1953: &#8220;Non voglio un\u2019Europa tedesca, ma una Germania europea&#8221; disse il\u00a0vecchio scrittore di ritorno dall\u2019esilio americano, pensando a una sorta\u00a0di &#8220;detedeschizzazione&#8221;, che in tedesco \u2013 Entdeutschung \u2013 suona pi\u00f9\u00a0appropriato e meglio pronunciabile. Il monito rimase famoso nella\u00a0versione sintetica, ma il concetto pi\u00f9 ampio comprendeva il sogno di\u00a0un\u2019Europa unita e di una patria tedesca riunificata, possibile soltanto\u00a0se i tedeschi fossero riusciti a <strong>rassicurare i vicini europei<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci sono riusciti? Possiamo fidarci davvero e mettere definitivamente\u00a0in soffitta le apprensioni che circolavano all\u2019indomani della caduta\u00a0del Muro?\u00a0Del monito di Mann si sono fatti interpreti i maggiori protagonisti\u00a0del dopoguerra, da Adenauer a Kohl, da Schmidt a Brandt, da\u00a0Schroder alla Merkel, sinceramente convinti che l\u2019Unione Europea\u00a0avrebbe salvato la Germania dal proprio passato.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019immediato dopoguerra,\u00a0la germanofobia dei vincitori impose la sottomissione e lo\u00a0smembramento del Paese, l\u2019integrazione in Europa serv\u00ec a impedire\u00a0che la spettacolare ricostruzione economica riproponesse volont\u00e0 egemoniche<\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019impegno europeo della nuova Germania \u00e8 un dato di fatto\u00a0che stimola anche il senso di appartenenza di tutti i cittadini europei.\u00a0Ma nei primi momenti del Paese verso la riunificazione, pieni di\u00a0entusiasmo popolare e autocelebrazioni, il cancelliere Kohl sent\u00ec il\u00a0bisogno di calmare gli animi: &#8220;I capitoli pi\u00f9 tragici della storia tedesca sono sottoterra ma in superficie, e il terreno va calpestato con\u00a0attenzione&#8221;.<\/p>\n<p>Nella sua monumentale Storia della Germania moderna, Golo\u00a0Mann auspicava che il Paese avrebbe trovato il modo di manifestare\u00a0le proprie capacit\u00e0 molto pi\u00f9 vantaggiosamente che non con una\u00a0semplice ricucitura. Ossia al servizio di un\u2019Europa pi\u00f9 forte, pi\u00f9 integrata,\u00a0pi\u00f9 coesa, nell\u2019interesse degli europei, degli stessi tedeschi e,\u00a0in definitiva, di che cosa l\u2019uomo debba fare di se stesso. E constatava\u00a0un\u2019aspirazione nella storia tedesca, che ha avuto definitivamente\u00a0torto. Essa si basava sull\u2019eresia che la nazione tedesca dovesse\u00a0espandersi in Europa a spese di altri popoli e dominarli.<\/p>\n<p>Incontestabile, d\u2019altra parte, che la Germania sia il grande vincitore\u00a0economico e finanziario del Vecchio Continente. Nonostante\u00a0i costi della riunificazione, il Paese ha accumulato negli ultimi anni\u00a0un tesoro che ha permesso di ridurre il deficit dello Stato, di avviare\u00a0l\u2019ammodernamento di servizi pubblici e infrastrutture e, pi\u00f9 di\u00a0recente, di fronteggiare in maniera egregia l\u2019epidemia di coronavirus.<\/p>\n<p>Nel trentennio dalla Wiedervereinigung, un grande interrogativo si \u00e8\u00a0continuamente riproposto, ossia se la Germania volesse utilizzare\u00a0anche a vantaggio dell\u2019Europa una parte della ricchezza che ha accumulato,\u00a0anche grazie all\u2019Europa stessa, essendo un Paese che esporta\u00a0molti pi\u00f9 beni di quanti ne importi.<\/p>\n<p>La grande crisi della primavera 2020, seguita all\u2019epidemia, ha dato\u00a0risposte positive. La cancelliera Merkel si \u00e8 coraggiosamente assunta\u00a0la responsabilit\u00e0 di rompere alcune pregiudiziali della cultura economica\u00a0nazionale e ha dato il proprio assenso al gigantesco piano europeo\u00a0di aiuti finanziari ai Paesi pi\u00f9 colpiti. Il concetto di <strong>egemonia<\/strong>,\u00a0che ha cos\u00ec spesso avuto una valenza negativa in relazione alla Storia,\u00a0si pu\u00f2 declinare con altri significati: solidariet\u00e0, assunzione di responsabilit\u00e0,\u00a0consapevolezza che nessuno \u2013 nemmeno la potente Germania\u00a0\u2013 si salva da solo. <strong>Dovremmo cominciare a parlare di &#8220;egemonia\u00a0calma&#8221;, di forza tranquilla. La nuova Germania, quando si relaziona\u00a0ai vicini europei, sente il bisogno di esprimere una raggiunta &#8220;normalit\u00e0\u00a0decomplessata&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La storia del successo della Germania<\/strong> \u2013 il senso di un appello\u00a0lanciato all\u2019inizio di aprile del 2020 da due ex vice cancellieri, Joschka\u00a0Fischer e Sigmar Gabriel \u2013 <strong>non pu\u00f2 essere raccontata senza la solidariet\u00e0\u00a0europea.<\/strong> <strong>Nessun Paese ne ha beneficiato [dopo la Seconda\u00a0guerra mondiale, ndr] quanto la Germania. Nessun altro Paese ha\u00a0tanta responsabilit\u00e0 verso l\u2019Europa<\/strong>.<\/p>\n<p>La rappresentazione del nuovo Paese \u00e8 la sua capitale, la <strong>Berlino<\/strong>\u00a0ricostruita, riunificata, luccicante di grattacieli e di moderni palazzi\u00a0del potere, un palcoscenico per architetti e designer di tutto il mondo,\u00a0crocevia di culture e tradizioni che, in questa &#8220;Grande Mela europea&#8221;,\u00a0esaltano il senso del continuo divenire, il riferimento letterario\u00a0della metropoli. Una citt\u00e0 di contraddizioni, di culture alternative, che ha voglia\u00a0di divertirsi e sognare, che ha raddoppiato musei, gallerie, luoghi di\u00a0svago e della memoria, invasa da turisti, giovani, nuovi ricchi e nuovi\u00a0poveri, da polacchi e russi, da artisti e stilisti. Dai nuovi tedeschi\u00a0Berlino appare cos\u00ec diversa dall\u2019ex capitale della Prussia, del Reich\u00a0nazista e della Germania comunista.<\/p>\n<p>Fino alla riunificazione, la sonnacchiosa capitale Bonn (la cui unica\u00a0attrazione, come disse il presidente della Baviera, Franz Josef\u00a0Strauss, \u00e8 il treno per Monaco, cio\u00e8 per andarsene subito dopo le\u00a0riunioni parlamentari) era il simbolo di un Paese progredito e stabile,\u00a0ricostruito a prezzo di enormi sacrifici e rinunce, perennemente costretto\u00a0a scusarsi, il &#8220;gigante economico e il nano politico&#8221;, secondo\u00a0una formula fin troppo abusata nei decenni della rinascita postbellica.<\/p>\n<p>Un Paese rassegnato a rendere meno dolorosa la divisione, lasciando\u00a0a letteratura e cinematografia il compito di tenere viva la memoria,\u00a0e a consentire che il Muro della paura e della vergogna diventasse\u00a0anche un luogo cult, con il suo fascino un po\u2019 lugubre esaltato da\u00a0storie di spie, fughe leggendarie, comunicazioni segrete fra mondi\u00a0incomunicabili. Un Paese che era riuscito a fare della divisione un\u00a0punto di forza, impegnato a realizzare un autentico sistema federale\u00a0policentrico, con differenti centri di sviluppo economico, decisionali,\u00a0di formazione della cultura e della politica, ambiti espressivi delle\u00a0tradizioni religiose e popolari.<\/p>\n<p>La Germania, nonostante l\u2019immagine stereotipata di omogeneit\u00e0\u00a0teutonica, ha molte facce. E&#8217; la Baviera cattolica e conservatrice di\u00a0Franz Josef Strauss, storico leader della CSU (Unione cristiano-sociale\u00a0in Baviera), scomparso un anno prima della caduta del Muro. E&#8217; la\u00a0frenetica area industriale del Baden-W\u00fcrttemberg, la pi\u00f9 ricca d\u2019Europa. E&#8217;\u00a0la societ\u00e0 protestante del nord, delle citt\u00e0 anseatiche, l\u2019elegante\u00a0e sofisticata Amburgo, sede dei giornali pi\u00f9 influenti del Paese, \u00e8\u00a0la colta Lubecca dei Buddenbrook, dove, come scrisse Mann, &#8220;un senso\u00a0di ristoro e di pace, dopo le paure e le sofferenze recenti, era nell\u2019aria&#8221;.<\/p>\n<p>La Germania \u00e8 anche l\u2019ordinata Francoforte, il centro del potere finanziario\u00a0con i grattacieli di cristallo, la Bundesbank, le sedi strategiche\u00a0dei pi importanti gruppi della finanza e dell\u2019industria, la citt\u00e0\u00a0che ha rappresentato per molto tempo il centro delle decisioni, secondo\u00a0un modello di governance superato negli ultimi anni: l\u2019intreccio\u00a0di rappresentanze industriali e bancarie, partecipazioni e cogestione\u00a0sindacale.<\/p>\n<p>Si sa, i pregiudizi sono duri a morire, casi di cronaca ed errori li\u00a0rilanciano e li rafforzano. E i tedeschi non sono maestri di comunicazione. Ma non \u00e8 pi\u00f9 discutibile, in confronto con altri sistemi e\u00a0modelli, che l<strong>a Germania sia una delle pi\u00f9 solide ed efficaci democrazie\u00a0del mondo, sul piano sostanziale e formale. L\u2019equilibrio fra\u00a0poteri \u00e8 un principio assoluto, garantito dall\u2019organizzazione dello\u00a0Stato, della societ\u00e0, dell\u2019economia. La magistratura e la banca centrale\u00a0sono indipendenti. La Corte costituzionale sorveglia l\u2019operato\u00a0<\/strong><strong>dell\u2019esecutivo<\/strong> ed \u00e8 un\u2019ultima istanza per i cittadini. Le imprese massimizzano\u00a0profitti, i sindacati massimizzano salari. Lo Stato federale\u00a0garantisce solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0 fra Lander. Il Bundesrat, la camera\u00a0dei Lander, rappresenta un contrappeso all\u2019azione del governo,\u00a0anche perch\u00e9 capita che la maggioranza sia politicamente diversa\u00a0dalla coalizione nazionale.<\/p>\n<p>A detenere il potere \u00e8 il cancelliere, il presidente della Repubblica \u00e8\u00a0garante della Costituzione ed \u00e8 una figura di rappresentanza istituzionale.<\/p>\n<p>Il Parlamento federale \u2013 il Bundestag \u2013 discute e ha il compito\u00a0primario di attuare il programma del cancelliere. Se si determina\u00a0un\u2019alleanza diversa, la sfiducia deve essere costruttiva, ossia garantire il\u00a0sostegno alla successiva cancelleria. Anche per questo ricorrono nella\u00a0storia recente le grandi coalizioni, non si disfano i governi con il ritmo\u00a0delle stagioni e ci si pensa due volte prima di indire elezioni anticipate.<\/p>\n<p>I partiti selezionano le classi dirigenti, ricevono fondi pubblici, sono il\u00a0perno del sistema. La soglia di sbarramento al 5 per cento impedisce i\u00a0giochi di palazzo e la frammentazione della rappresentanza.<\/p>\n<p>Un sistema che garantisce stabilit\u00e0 e decisioni il pi\u00f9 possibile condivise\u00a0\u2013 anche attraverso faticosi compromessi \u2013 \u00e8 a pi\u00f9 efficace assicurazione\u00a0sulla storia tedesca e sul futuro dell\u2019Europa. <strong>Difficilmente\u00a0la Germania .\u00e8 imprevedibile, considerando la longevit\u00e0 politica dei\u00a0suoi leader<\/strong>. Si sa che cosa vuole, in genere fin da subito.<\/p>\n<p>Democrazia sostanziale, stabilit\u00e0, normalit\u00e0, non sono esenti da\u00a0corruzione, scandali, traffici e discutibili operazioni finanziarie e industriali,\u00a0con la tendenza a nascondere la polvere sotto il tappeto,\u00a0peraltro senza la furbizia italiana. Infatti gli scandali si scoprono con\u00a0boati fragorosi e quasi sempre i responsabili ne pagano le conseguenze.\u00a0(Il Dieselgate della Volkswagen, lo scandalo dei limiti truccati\u00a0delle emissioni, \u00e8 costato all\u2019azienda una ventina di miliardi di euro,\u00a0dimissioni a catena dei suoi manager e rimborsi alla clientela.)<\/p>\n<p>Rispetto ai partner europei, in ritardo sulla strada delle riforme,\u00a0indebitati oltre misura, con crescita debole e processi decisionali paralizzanti, la Germania riunificata si \u00e8 attrezzata pi\u00f9 di altri per le\u00a0sfide della competitivit\u00e0 e della sostenibilit\u00e0 del sistema sociale. E&#8217;\u00a0il\u00a0Paese europeo dove si va in pensione pi\u00f9 tardi, ma \u00e8 quello con il\u00a0miglior rapporto deficit\/PIL, esportazioni record, salari alti, ai primi\u00a0posti per servizi pubblici e protezioni sociali.<\/p>\n<p>Molto resta da fare, naturalmente. Il modello \u2013 in particolare le\u00a0infrastrutture e l\u2019apparato industriale, dipendente dal comparto automobilistico\u00a0\u2013 necessita di investimenti e innovazione tecnologica.\u00a0Tanto pi\u00f9 che si avvicina la scadenza, irreversibile, dell\u2019abbandono\u00a0dell\u2019energia nucleare. Lo sforzo di trasformazione accompagna altre\u00a0sfide e scadenze: quelle da tempo al centro del dibattito politico\u00a0\u2013 nuove immigrazioni, invecchiamento della popolazione, dipendenza\u00a0energetica \u2013 e quella della ripresa economica dopo la devastante\u00a0epidemia del 2020.<\/p>\n<p>L\u2019anniversario della riunificazione cade nel semestre di presidenza\u00a0di turno dell\u2019Unione Europea (luglio-dicembre 2020) e non credo\u00a0sia casuale il fatto che Angela Merkel l\u2019abbia preparato con uno slogan\u00a0sottratto al presidente americano Trump: &#8220;Make Europe Great\u00a0Again. (MEGA). E la priorit\u00e0 dell\u2019agenda sar\u00e0 la mobilitazione di\u00a0risorse per superare la crisi pandemica, incrementare le protezioni\u00a0sociali dei cittadini, implementare la transizione ecologica.<\/p>\n<p>In pi\u00f9 occasioni la Germania \u00e8 ritenuta troppo rigida e troppo\u00a0egoista, ma basta sostituire &#8220;troppo&#8221; con &#8220;non abbastanza&#8221; per capire\u00a0il punto di vista della maggioranza dei tedeschi e dei governi del\u00a0Nord Europa. La Merkel si \u00e8 assunta anche il compito di spegnere\u00a0queste diatribe. Molti ritengono che la Germania aspiri a essere una\u00a0&#8220;grande Svizzera&#8221;, prospera e appagata, propensa a disinteressarsi degli\u00a0affari del mondo e a contribuire il meno possibile ai destini\u00a0dell\u2019Europa. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Nei primi mesi dell\u2019emergenza sanitaria,\u00a0mentre le istituzioni internazionali e la Banca centrale europea (BCE)\u00a0sparavano &#8220;bazooka&#8221; finanziari per risollevare l\u2019economia, l\u2019atteggiamento\u00a0della cancelliera nei confronti dei Paesi dell\u2019Europa meridionale\u00a0\u2013 i pi\u00f9 colpiti dalla pandemia \u2013 ha fatto cadere molti tab. tedeschi.<\/p>\n<p>Il tempo dir\u00e0 se saranno definitivamente seppelliti o se riappariranno\u00a0alla fine dell\u2019emergenza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una previsione scontata n\u00e9 facile. I tedeschi si sono identificati\u00a0nella politica dei piccoli passi della loro cancelliera. La grande\u00a0middle class auspica una governance europea e nazionale che faccia\u00a0funzionare l\u2019euro, protegga dall\u2019inflazione e salvaguardi il modello\u00a0economico. Il Paese continua a essere convinto che il proprio benessere\u00a0dipenda dalla stabilit\u00e0 del sistema pensionistico e di sicurezza\u00a0sociale.<\/p>\n<p>A differenza di italiani, francesi e spagnoli, la maggioranza non \u00e8\u00a0proprietaria di case, ha un patrimonio personale inferiore, un quarto\u00a0della popolazione non se la passa bene, come confermano poco esplorate\u00a0statistiche su disagio sociale e povert\u00e0. Circa sette milioni di tedeschi\u00a0ricevono sussidi sociali a vario titolo, un terzo non riesce a\u00a0risparmiare. Ogni scricchiolio provoca incertezza.<\/p>\n<p>Oggi due persone che lavorano finanziano una pensione. Fra\u00a0vent\u2019anni, se non interverranno ondate migratorie e integrazione di\u00a0cittadini stranieri, di cui tanto si parla ma che molti non vogliono, il\u00a0rapporto sar\u00e0 di uno a uno. <strong>Si dovrebbe riflettere pi\u00f9 a fondo sul &#8220;benessere&#8221; tedesco<\/strong>, <strong>una societ\u00e0 in cui anche i ricchi fanno il conto\u00a0della spesa<\/strong>.<\/p>\n<p>A trent\u2019anni dalla riunificazione, questo libro vuole esplorare una\u00a0Germania cambiata nello spazio di una generazione. Non incontreremo,\u00a0come detto, una Grande Germania, ma un Paese che da sempre\u00a0cerca di risolvere l\u2019impossibile equazione geopolitica di essere la\u00a0pi\u00f9 importante potenza europea e una piccola potenza mondiale.<\/p>\n<p>Non ho seguito un percorso cronologico, che avrebbe annoiato il\u00a0lettore, ma ho focalizzato l\u2019attenzione sulle fasi significative di questo\u00a0percorso e sui principali protagonisti. Trent\u2019anni sono un periodo\u00a0lungo nella vita di una persona, breve nella storia di una nazione.\u00a0Sono sempre il risultato di scenari passati che hanno avuto influenza\u00a0sui processi sociali e politici del presente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/storia-della-germania-dopo-il-muro.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13991\" src=\"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/storia-della-germania-dopo-il-muro-213x300.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/storia-della-germania-dopo-il-muro-200x282.jpg 200w, https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/storia-della-germania-dopo-il-muro-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/storia-della-germania-dopo-il-muro-400x564.jpg 400w, https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/storia-della-germania-dopo-il-muro.jpg 454w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Disponibile sul sito Bur Rizzoli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova Germania compie trent\u2019anni. Il 3 ottobre 1990, a Berlino,\u00a0i tedeschi celebrarono la riunificazione di un Paese sconfitto dopo la\u00a0Seconda guerra mondiale e diviso dal 1949. Un solo popolo, una\u00a0sola bandiera, una sola nazione, un solo governo. In una festa piena\u00a0di speranza ed entusiasmo, attorno alla Porta di Brandeburgo, nello\u00a0stesso luogo in cui si  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":14028,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[218,206,219],"class_list":["post-14027","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","tag-caduta-del-muro","tag-germania","tag-unificazione-della-germania"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>&quot;Storia della Germania dopo Il Muro&quot; - Prefazione - Massimo Nava<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"&quot;Storia della Germania dopo Il Muro&quot; - Prefazione - Massimo Nava\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La nuova Germania compie trent\u2019anni. Il 3 ottobre 1990, a Berlino,\u00a0i tedeschi celebrarono la riunificazione di un Paese sconfitto dopo la\u00a0Seconda guerra mondiale e diviso dal 1949. Un solo popolo, una\u00a0sola bandiera, una sola nazione, un solo governo. In una festa piena\u00a0di speranza ed entusiasmo, attorno alla Porta di Brandeburgo, nello\u00a0stesso luogo in cui si [...]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Massimo Nava\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/navamassimo50\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-09-30T13:23:09+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-09-30T14:58:03+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Berlino-Palazzo-del-Reichstag.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"880\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"550\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Mariella Marchisio\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Mariella Marchisio\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"16 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027\"},\"author\":{\"name\":\"Mariella Marchisio\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/53cff0e5e53310238c80ff6cbecf9be4\"},\"headline\":\"&#8220;Storia della Germania dopo Il Muro&#8221; &#8211; Prefazione\",\"datePublished\":\"2020-09-30T13:23:09+00:00\",\"dateModified\":\"2020-09-30T14:58:03+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027\"},\"wordCount\":3165,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/99c74b9deed0ff5d5bcd4addb7fba497\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/09\\\/Berlino-Palazzo-del-Reichstag.jpg\",\"keywords\":[\"Caduta del Muro\",\"Germania\",\"Unificazione della Germania\"],\"articleSection\":[\"INTERNAZIONALE\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027\",\"name\":\"\\\"Storia della Germania dopo Il Muro\\\" - Prefazione - Massimo Nava\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/09\\\/Berlino-Palazzo-del-Reichstag.jpg\",\"datePublished\":\"2020-09-30T13:23:09+00:00\",\"dateModified\":\"2020-09-30T14:58:03+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/09\\\/Berlino-Palazzo-del-Reichstag.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/09\\\/Berlino-Palazzo-del-Reichstag.jpg\",\"width\":880,\"height\":550},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?p=14027#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"&#8220;Storia della Germania dopo Il Muro&#8221; &#8211; Prefazione\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/\",\"name\":\"Massimo Nava\",\"description\":\"in diretta\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/99c74b9deed0ff5d5bcd4addb7fba497\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/99c74b9deed0ff5d5bcd4addb7fba497\",\"name\":\"Massimo Nava\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/10\\\/massimo_nava.jpg\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/10\\\/massimo_nava.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/10\\\/massimo_nava.jpg\",\"width\":664,\"height\":664,\"caption\":\"Massimo Nava\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/10\\\/massimo_nava.jpg\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/navamassimo50\\\/\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/53cff0e5e53310238c80ff6cbecf9be4\",\"name\":\"Mariella Marchisio\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e4f19ad344673d7345d22e24187143e91a5de3221fcad5c29fe4149ed777a731?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e4f19ad344673d7345d22e24187143e91a5de3221fcad5c29fe4149ed777a731?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e4f19ad344673d7345d22e24187143e91a5de3221fcad5c29fe4149ed777a731?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Mariella Marchisio\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.massimonava.it\\\/?author=9\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"\"Storia della Germania dopo Il Muro\" - Prefazione - Massimo Nava","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"\"Storia della Germania dopo Il Muro\" - Prefazione - Massimo Nava","og_description":"La nuova Germania compie trent\u2019anni. Il 3 ottobre 1990, a Berlino,\u00a0i tedeschi celebrarono la riunificazione di un Paese sconfitto dopo la\u00a0Seconda guerra mondiale e diviso dal 1949. Un solo popolo, una\u00a0sola bandiera, una sola nazione, un solo governo. In una festa piena\u00a0di speranza ed entusiasmo, attorno alla Porta di Brandeburgo, nello\u00a0stesso luogo in cui si [...]","og_url":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027","og_site_name":"Massimo Nava","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/navamassimo50\/","article_published_time":"2020-09-30T13:23:09+00:00","article_modified_time":"2020-09-30T14:58:03+00:00","og_image":[{"width":880,"height":550,"url":"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Berlino-Palazzo-del-Reichstag.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Mariella Marchisio","twitter_misc":{"Scritto da":"Mariella Marchisio","Tempo di lettura stimato":"16 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027"},"author":{"name":"Mariella Marchisio","@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/#\/schema\/person\/53cff0e5e53310238c80ff6cbecf9be4"},"headline":"&#8220;Storia della Germania dopo Il Muro&#8221; &#8211; Prefazione","datePublished":"2020-09-30T13:23:09+00:00","dateModified":"2020-09-30T14:58:03+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027"},"wordCount":3165,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/#\/schema\/person\/99c74b9deed0ff5d5bcd4addb7fba497"},"image":{"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Berlino-Palazzo-del-Reichstag.jpg","keywords":["Caduta del Muro","Germania","Unificazione della Germania"],"articleSection":["INTERNAZIONALE"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027","url":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027","name":"\"Storia della Germania dopo Il Muro\" - Prefazione - Massimo Nava","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Berlino-Palazzo-del-Reichstag.jpg","datePublished":"2020-09-30T13:23:09+00:00","dateModified":"2020-09-30T14:58:03+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027#primaryimage","url":"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Berlino-Palazzo-del-Reichstag.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Berlino-Palazzo-del-Reichstag.jpg","width":880,"height":550},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/?p=14027#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.massimonava.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"&#8220;Storia della Germania dopo Il Muro&#8221; &#8211; Prefazione"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/#website","url":"https:\/\/www.massimonava.it\/","name":"Massimo Nava","description":"in diretta","publisher":{"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/#\/schema\/person\/99c74b9deed0ff5d5bcd4addb7fba497"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.massimonava.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/#\/schema\/person\/99c74b9deed0ff5d5bcd4addb7fba497","name":"Massimo Nava","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/massimo_nava.jpg","url":"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/massimo_nava.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/massimo_nava.jpg","width":664,"height":664,"caption":"Massimo Nava"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/massimo_nava.jpg"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/navamassimo50\/"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.massimonava.it\/#\/schema\/person\/53cff0e5e53310238c80ff6cbecf9be4","name":"Mariella Marchisio","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e4f19ad344673d7345d22e24187143e91a5de3221fcad5c29fe4149ed777a731?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e4f19ad344673d7345d22e24187143e91a5de3221fcad5c29fe4149ed777a731?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e4f19ad344673d7345d22e24187143e91a5de3221fcad5c29fe4149ed777a731?s=96&d=mm&r=g","caption":"Mariella Marchisio"},"url":"https:\/\/www.massimonava.it\/?author=9"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimonava.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14027","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimonava.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimonava.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimonava.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimonava.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14027"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.massimonava.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14027\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimonava.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/14028"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimonava.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimonava.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimonava.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}