Anniversario dello sbarco sulla Luna (l’unico pirla che si è perso la diretta)

Non ho visto la diretta dello sbarco sulla luna. Ma avevo le mie buone ragioni. Piangevo calde lacrime su una spiaggia di Alassio, per la fine del mio primo e grande amore da liceale. Ma questa non è la confessione di uno dei pochi che non era incollato alla tv. Se ripenso a quella notte, a parte il rimpianto per  la dolce fanciulla che mi aveva lasciato, mi chiedo oggi come sarebbe andata con Internet e con il mio IPhone che pure nel dolore non avrei mai abbandonato a casa. Una sbirciatina, fra un Kleenex e un’imprecazione al destino, l’avrei data.

Il fatto è che quando Armstrong lasciava la sua impronta sulla luna, molti cominciavano a prevedere straordinarie avventure nello spazio, la conquista di altri mondi, forse la salvezza dell’umanità su un altro pianeta dopo la scomparsa della terra devastata dall’inquinamento e dalle guerre nucleari dei “sapiens”. Ma nessuno aveva previsto lo straordinario e realizzato sviluppo delle comunicazioni e delle sue infinite applicazioni che – ad esempio in campo sanitario e  culturale – hanno dato all’umanità molte più possibilità di miglioramento della vita di quante ne abbia prodotte la conquista dello spazio. Ma attenzione!

Lo spazio fisico dell’umanità, in attesa di raggiungere altri mondi, si è drammaticamente ristretto. Siamo molti di più sulla terra, il doppio di cinquant’anni fa, ci moltiplichiamo alla velocità della luce e allunghiamo la nostra vita grazie alle scoperte della medicina, alla progressione – eticamente controversa e sconvolgente – delle scienze biologiche che ci permettono di sostituire organi e forse un giorno aggiustare tutto il corpo, cervello compreso.

Si è invece dilatato all’infinito lo spazio virtuale. Le cloud di banche dati, il rapporto di comunicazione con perfetti sconosciuti in ogni angolo del globo, il sistema informativo e finanziario-commerciale hanno messo in crisi il funzionamento della democrazia, sconvolto le classi sociali, stravolto il sistema di rappresentanze e formazione delle decisioni. Hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere e influenzato persino la nostra sfera affettiva. Siamo soli in compagnia e in compagnia quando siamo soli se continuano a muovere le dita sull’IPad anche davanti agli amici e al partner al ristorante e non è escluso che – come avvenuto nell’evoluzione dei sapiens – anche  la nostra conformazione fisica sarà modificata nel tempo. Avremo occhi più grandi e spina dorsale ricurva verso il basso?

Se la conquista della Luna portava già allora a prevedere la conquista di Marte e magari la produzione di astronavi e città nello spazio abitate da colonie di privilegiati per riprodurre altre epoche, al contrario non era prevedibile in tempi così rapidi lo sviluppo della Rete. In pratica, l’umanità ha assistito a uno scarto logico analogo alla scoperta dell’America. Si credeva di avere raggiunto l’India dall’altra parte del globo, senza sapere l’esistenza di un nuovo mondo già abitato. Al tempo stesso non si è accorta che le profezie di Orwell si stavano avverando e che il mito di Frankestein non era solo letteratura gotica. Soprattutto non si è accorta che mentre è possibile seguire il prossimo sbarco su Marte da un telefonino mentre siamo in treno o facciamo la coda alla cassa del supermercato ci sono migliaia di individui che in tempo reale spiegheranno nella rete che non è vero niente e che Marte nemmeno esiste. Un complotto americano, una congiura dei poteri forti, probabilmente la Spectre collegata a circoli finanziari e a multinazionali dello spazio. Così è avvenuto.

Molti negano che la terra sia rotonda, che lo sbarco sulla luna sia reale, che il buco nell’ozono sia un problema serio, che i progressi della medicina sia enormi, che i vaccini siano utili, che gli uomini siano tutti uguali anche se con la pelle di diverso colore. Il problema è che molti altri poi ci credono ed eleggono a propri opinion leader, rappresentanti e guru coloro che sostengono altre “verità”. Se la conquista dello spazio ha offerto speranze, le cloud hanno reso l’orizzonte meno visibile, più incerto, persino più pericoloso.

Se avessi avuto un cellulare nella notte dello sbarco sulla luna avrei potuto comunicare con la mia ragazza, forse convincerla a passare le vacanze con me. Ma non potevo parlarle e nemmeno vedere il suo profilo Facebook o mandarle un Sms. Ma il mattino dopo, ho creduto che lo sbarco sulla luna fosse davvero avvenuto. Pur senza vederlo ho creduto nel progresso, nella verità empirica e attendibile e mi sono sentito un po’ meno pirla.

19 luglio, 2019|COSTUME|